monk and the web

takin' a look on the new world of the net
contemplating God
and the Spirit of Jesus
and His work


il sito della Fraternità   se vuoi saperne di più...   dico la mia!

alert the media!

Lo scorso 28 giugno è stata una data “storica” per l’Italia e per la sua vita culturale. Sono avvenuti due eventi apparentemente distanti anni luce e che, però, segnano uno spartiacque. Eventi che gli storici amano prendere come momenti simbolo per la fine di un epoca e l’inizio di un’altra. Potremmo dire i freaks!che siamo passati definitivamente in un’era digitale. Non per la tecnologia, per le possibilità tecniche o per i fenomeni studiati dai sociologi ecc. ecc. Dico per la percezione più diffusa e popolare della cosa. Quali sono gli eventi? Così possiamo spiegarci meglio. Il primo: Su YouTube è stata resa pubblica l’ultima “puntata” di Freaks!, la prima serie web italiana di grande seguito. Il secondo: il Vaticano si è dotato di un vero e proprio portale di comunicazione con tanto di tweet del Papa. Eventi che di per sé non sono ne i primi né, forse, i migliori. Di web series ce ne sono state già; il Vaticano già aveva un importante portale generale. Ciò che è importante è la dimensione simbolica di questi eventi e la loro portata di “massa”.

E mi meraviglia, mentre scrivo, che nessuna delle parole che uso sia pienamente soddisfacente, di ognuna occorrerebbe fare dei distinguo. “Di massa”, ad esempio. Magari milioni di italiani non ne sanno niente ne di Freaks! Né di news.va. Eppure sono fenomeni di cui non possiamo non eludere la vastità e l’importanza. E poi: come si dice è stato caricato (o uploadato??? Argggghhhh!) Freaks!? O è stato reso pubblico? Ma nessuna delle due espressioni è chiara sul descrivere l’evento. News.va è un portale di comunicazione? Ma questa è roba da archeologia web! In realtà il “sito” (si può dire ancora???) è straordinariamente up to date ed è difficile descriverlo. Questo mi pare che offra pienamente la misura della novità di cui si parla e dello spartiacque che questi eventi segnano.

Mi piace cogliere alcuni aspetti comuni e sottolineare così il perché della mia “tesi”:

·      Entrambe le cose sono state precedute da un forte coinvolgimento precedente. Freaks! è di 7 puntate una più visualizzata dell’altra (che senso ha parlare ancora di share? Solo i vetero televisionisti possono stare a guardare ancora le rilevazioni dell’auditel!). Ma prima c’è stata una macchina comunicativa straordinaria.  Radiodeejay che si è buttata a corpo morto su questi straordinari ragazzi romani, il Secret show e poi l’anteprima al telefilm festival di Milano. Insomma un tam tam di notizie rimbalzate sul web italiano. Così anche per il nuovo sito vaticano: la conferenza stampa di presentazione, le agenzie di stampa, i rumors dei vaticanisti. Conclusione: oggi un evento mediale non avviene di botto. È l’atto finale di una serie importante di micro eventi (non solo nel web!) che lo costruiscono e lo preparano. Soprattutto è necessario il tam tam virtuale (ma forse dovremmo smetterla di [ab]usare questo termine) della rete e una sorta di crescendo.il Papa twitta

·      Mi stupisce anche che entrambi gli eventi siano avvenuti ai margini dei grandi potentati comunicativi. Quelli, cioè, che detengono il potere culturale dei media e che farebbero follie (e in realtà lo fanno spendendo un mucchio di soldi) per un lettore in più o per mezzo punto percentuale di share. Freaks! è l’opera di un manipolo di ventenni romani; news.va è l’opera di un’istituzione – la Chiesa – che proprio l’establishment comunicativo vuole presentare come retrograda e pronta a sparire. Eppure… come direbbero i “freaks”: “Niente può smorzare la nostra ira, la nostra vendetta. Avverti i media. E di’ al mondo che sta iniziando … La razza che avete creato sta diventando un affare serio. Sono i giorni di un capovolgimento” (la canzone è così poco innocua che andrebbe la pena fermarcisi sopra… ma ci porterebbe troppo lontano). Potremmo dire che anche nella società italiana – e proprio dalle sue “periferie” – arriva il segnale di una rivoluzione culturale essenziale in cui la produzione di senso non avviene più nei luoghi “tradizionalmente” deputati a questo (scuole, TV, cinema, giornali ecc.) ma dalle forze più vive operanti sull’ambiente mediale della rete. In tal senso la maturità espressiva (a tutti i livelli) dei “freaks” è eclatante. Mille volte meglio di qualunque baraccone televisivo, mille volte più ficcante di ogni nuova band pensata a tavolino, mille volte più vivi e professionali di opere che vengono annunciate come straordinarie e poi sono una vergogna artistica e valoriale. Mi pare significativo anche che la Chiesa sia, in questo mondo, in prima linea e con una contemporaneità (e tempestività) non trascurabile. Che il Papa (una persona ottantaquattrenne che in altri contesti sarebbe un catorcio privo di originalità) abbia scritto alcune delle cose più importanti (soprattutto più popolarmente diffuse) per la comprensione della rivoluzione antropologica e culturale del mondo del web è un segno della vitalità reale della Chiesa cattolica, nonostante le mille campagne di denigrazione di cui è oggetto. logo dell'incontro dei blogger in VaticanoE così è come se il 28 giugno si siano incontrati due mondi: quello di una generazione che trova nella rete la propria forma di espressione più naturale e un’istituzione millenaria che è straordinariamente vitale. Per la Chiesa non si ferma soltanto al livello istituzionale, ma si estende ad un vasto mondo di presenza in rete di cristiani semplici, di organizzazioni ecc. ecc… È recente l’incontro mondiale di bloggers promosso dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali: gli esclusi sono stati tantissimi (anche io, purtroppo!). Con uno slogan potremmo dire che mentre i potentati mediali usano il “metodo Boffo”, le storie di Santoro & co. o le boutade alla “Isola dei famosi”, la gente viva, le forze più significative e vitali della società lavorano sodo per esplorare le risorse di “umanità” che la rete e la sua capacità comunicativa offre.

·      In tal senso news.va, l’ultima puntata di Freaks! e la loro concomitanza sono veri e propri spartiacque che fanno emergere da un lato la tanto declamata generazione dei nativi digitali (e con una maturità tecnica ed espressiva da “paura”) e dall’altra la capacità di poter essere “istituzionali” ma  non per questo ingressati o distanti dal mondo del web, che è l’ambiente simbolo della contemporaneità (e potremmo dire del futuro). Mi pare che emerga una vera e propria socialità rinnovata, che non si muove più sui canali abituali, ma batte con modalità proprie e, diremmo, libere il terreno della rete per avere una “voce” nel mondo reale. In tal senso non si può non pensare al recente referendum e all’importanza avuta dalla sensibilizzazione via web. Non un banale tam tam, ma un vero e proprio spazio di comunicazione globale che spinge a essere “trasparenti” a tutti. Possiamo anche qui sintetizzare il tutto dicendo che forse il 28 giugno può essere considerato come il vero inizio di un’era digitale. Un punto di non ritorno per la società italiana.gli about wayne, autori della title track di freaks!

·      Certamente non si possono negare anche le debolezze e, soprattutto, i pericoli. Le domande, soprattutto si affastellano: Inseguire le visualizzazioni potrebbe portare ai meccanismi perversi dei rilevamenti dell’auditel? Conta ancora qualcosa il contenuto o basta solo la capacità comunicativa? Quanto servirà ai grandi potentati della comunicazione per “mettere le mani” su una comunicazione così libera e creativa (i rumors su willwoosh nel prossimo cinepanettone boldiano sono in tal senso “inquietanti”)? Qual è il limite tra censura e rispetto dell’uomo, della dignità, di ciò che è vero ecc.? news.va ci farà dimenticare vatican.va? ci sarà la seconda serie di freaks? ma ce l’avrà il Papa ha un nick personale su twitter o su facebook? è più brava claudia o ilaria? E yahoo answers non ha (ancora) risposte…